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Contro Zeffirelli: la necessità del dissenso

Contro Zeffirelli: la necessità del dissenso Pubblichiamo un testo che ancora solo pochi anni fa sarebbe sicuramente stato pubblicato come editoriale di prima pagina da qualche grande quotidiano italiano o sarebbe stato al centro dei principali talk show. Quantum mutatus ab illo! Ormai il conformismo culturale e politico ha talmente saturato la vita del paese, che un articolo esemplare nella valutazione di meriti e mediocrità culturali e nella semplicità di adesione ai valori della nostra Costituzione, trova spazio solo in testate minoritarie di resistenza eretica democratica. di Tomaso Montanari Vorrei provare a tracciare un provvisorio bilancio della vicenda (sgradevole, ma in fondo assai istruttiva) provocata dal cortocircuito tra una mia frase iconoclasta contro il defunto Zeffirelli e l’uscita di un mio testo tra le tracce della maturità. Una vicenda sfociata nel dubbio privilegio di un attacco personale contro di me da parte del ministro Salvini, e dunque nell’immancabile ...

Karl Marx, ieri e oggi

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  Karl Marx, ieri e oggi di  Redazione   @eunewsit 4 Novembre 2016 di Louis Menand  Il 24 febbraio 1848, a Londra, venne pubblicato un pamphlet di 23 pagine. Vi veniva affermato che l’industria moderna aveva rivoluzionato il mondo. Aveva superato, nel suo compimento, tutte le grandi civiltà del passato – le piramidi egizie, gli acquedotti romani, le cattedrali gotiche. Le sue innovazioni – le ferrovie, le navi a vapore, il telegrafo – avevano liberato fantastiche forze produttive. Nel nome del libero mercato, essa aveva abbattuto i confini nazionali, abbassato i prezzi, reso il pianeta interdipendente e cosmopolita. I beni e le idee circolavano ormai ovunque. Allo stesso modo, aveva spazzato via tutte le vecchie gerarchie e mistificazioni. La gente non credeva più che erano la tradizione o la religione a determinare la loro condizione di vita. Ciascuno era, rispetto a chiunque altro, uguale. Per la prima volta nella storia, gli uomini e le donne potevano vedere, senz...

Nella carne morta della sinistra

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Q uella di Bruno Trentin (1926-2007) è una delle voci che mancano di più, nell’Ita li a senza pensiero politico di oggi. La sua voce di segretario generale prima della Fiom e poi della Cgil; la sua voce, concretissima e radicale, di partigiano di Giustizia e Libertà; la sua voce di coltissimo, e libero, intellettuale.  Se oggi possiamo tornare a udirla è grazie ad Andrea Ranieri e Ilaria Romeo, che hanno appena pubblicato (dopo quella uscita nel 2017) una nuova scelta di estratti dal diario quotidiano di Trentin, spingendosi fino all’ultimo tempo (B. Trentin e l’eclisse della Sinistra. Dai Diari 1995-2006, Castelvecchi). In queste pagine, scritte solo per sé, Trentin scava a fondo: nella sua anima tormentata, innanzitutto. E poi nella carne morta della Sinistra: restituendoci una galleria di protagonisti drammaticamente incapaci di essere all’altezza delle enormi responsabilità che si assumono davanti al Paese e alla storia: Veltroni, D’Alema, Prodi, Fassino e molti altri. La loro ...

Stato Padrone

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Divario Nord-Sud: tutto iniziò con l’Unità d’Italia. L’incapacità ‘genetica’ non c’entra

https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/25/divario-nord-sud-tutto-inizio-con-lunita-ditalia-lincapacita-genetica-non-centra/1535817/ https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/05/14/la-favola-del-regno-delle-due-sicilie.html

I cavalli sono i sopravvissuti degli eroi

"I cavalli sono i sopravvissuti degli eroi": l' affascinante frontespizio del saggio di T. W. Adorno su Mahler e Wagner. Più volte l'ho rimuginato fra me e me concludendo che Adorno, o chi per lui qualora fosse una citazione, aveva ragione e aveva profondamente colto il senso delle mutazioni valoriali e simboliche della società contemporanea. Oggi ahimé emerge invece prepotentemente che i cavalli non bastano piú ad assolvere quel ruolo epico che fu degli eroi. Il capitano Carola Rackete sta li, sulla plancia della Sea Watch, a dimostrarlo con tutta la potenza della ragione che si oppone alla barbarie. L'aspetto dimesso, donna sola al comando, gravata da responsabilità immense, sola contro la tempesta popolata di mitiche belve generate dalla follia. Un eroe antieroico senza la forza fisica di Eracle o l'astuzia obliqua di Ulisse. Il  coraggio di Ettore, quello sí, che sa di andare incontro alla disfatta sfidando il Pelide ma lo fa: lo fa perché deve farlo, ...