Napolitano: Un cupo settennato
Andrea (il divo) Scanzi
"Unica soluzione: Napolitano bis e dimissioni dopo un paio d'anni. Lo confesso: l'Italia senza Napolitano, ora, mi fa paura". Questa frase è di Giulia Innocenzi. Io la penso in maniera del tutto contraria. In una ipotetica gara sul peggiore Presidente della Repubblica della storia italiana, Napolitano partirebbe in prima fila con Cossiga. La mossa (delirante e agghiacciante) dei "dieci saggi" è la ciliegina su una torta indigesta e mefitica. E' altamente auspicabile che il futuro Presidente della Repubblica (si spera eletto congiuntamente da centrosinistra e M5S, tipo Rodotà o affini) somigli più a Pertini che non a questo "comunista di destra". L'uomo che solidarizzava con l'Unione Sovietica che invadeva le rivoluzioni ungheresi e cecoslovacche; l'uomo che attaccò Berlinguer perché reo di aver parlato di "questione morale" anche a sinistra; l'uomo che nulla ha fatto contro le leggi vergogna, che ha silenziato le indagini sulla trattativa Stato-Mafia, che ci ha imposto Sciagura Monti, che ha sempre alzato la voce quando non c'era motivo (e viceversa). Da ultimo, l'uomo del Violante saggio (quello che si vantò di non aver fatto la guerra a Berlusconi) e più ancora del Quagliariello saggio (l'uomo che diede degli assassissini a chi difendeva il padre di Eluana Englaro, lo stesso uomo che poi chiese "il preservativo di Berlusconi" per dimostrare l'infondatezza del bunga bunga). Anche se buona parte di stampa e tivù sostiene furbescamente il contrario, esaltando Re Giorgio due o tre volte al dì con peana tragicomici, fare peggio di così era difficile. Un settennato cupissimo: di grazia, avanti un altro.
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